Se dopo il post precedente vi fosse venuta voglia di andare, ecco direttamente dall'ufficio stampa il comunicato ufficiale di presentazione dell'edizione 2011. Noi saremo lì a fare foto per "Oh, no! John!".
Finalmente definitivo il programma del Sziget Festival 2011: The Chemical Brothers, Prodigy, Deftones, Thirty Seconds to Mars, Kaiser Chiefs, Gogol Bordello, Motörhead, Pulp, Kasabian, Interpol, The National, Manic Street Preachers, Good Charlotte, White Lies, Rise Against, Flogging Molly, Maccabees, Kaiser Chiefs, Verdena, Judas Priest, Goran Bregovic Wedding And Funeral Band, The Bloody Beetroots, Richie Hawtin, Trentemøller, 2manydjs, e altri mille programmi e concerti . E non è tutto….
Il Sziget, giunto alla sua diciannovesima edizione è il festival di musica, teatro, danza più grande di Europa. Il grande meeting ungherese è diventato l’appuntamento irrinunciabile dell’estate per tutti i giovani europei e anche per migliaia di italiani non solo per il suo incredibile programma ma anche per la straordinaria location, un’isola in mezzo al Danubio a pochi chilometri dal centro di Budapest, e per la qualità dei servizi e di sicurezza che gli organizzatori riescono ad offrire. Il legame fra la città e il Sziget quest’anno si rafforza con il Sziget Budapest Pass, un programma valido tredici giorni che permetterà al prezzo di soli 25 euro il libero uso dei trasporti pubblici, l’utilizzo dei traghetti da e per il Festival e, soprattutto, l’accesso a tutte le terme e le spiagge di Budapest, comprese le straordinarie Gellért e Széchenyi.
Il Sziget Festival è un immenso palcoscenico naturale: 80.000 spettatori al giorno per un totale di quasi 400.000 presenze complessive, più di 1.000 spettacoli per ascoltare e vedere il meglio della musica pop e rock, metal e hip hop, blues e jazz, reggae e afro, world music e folk, elettronica e classica, della danza, del teatro, delle arti visive. Un festival multimediale aperto al confronto tra culture dove gli stessi visitatori sono parte dello spettacolo: forse, il posto più vicino al Paradiso.
Questo il programma definitivo, dei principali palchi del Sziget Festival 2011
Pop-Rock Main Stage
E’ il luogo dei grandi eventi del Sziget Festival.
In programma: Prodigy, The Chemical Brothers, Thirty Seconds to Mars, Kaiser Chiefs, Gogol Bordello, Kate Nash, Pulp, Kasabian, Dizzee Rascal, Interpol, Manic Street Preachers, Good Charlotte, White Lies, Rise Against, Flogging Molly, Maccabees, La Roux, Ben l'Oncle Soul, Mariachi El Bronx, Batucada Sound Machine.
World Music Main Stage
Il meglio della world music:
Goran Bregovic Wedding And Funeral Band, AfroCubism, Gotan Project, Ojos de Brujo, Rotfront, LaBrass Banda, Oi Va Voi, Cowboy Junkies, Magnifico and Shtetl Superstars, Sly & Robbie feat. Jr. Reid, Lajkó Félix and Muzsikás, Csík Zenekar, Les Hurlements d’Léo, Choc Quib Town, Debout Sur Le Zinc, Cheikh Lô, Shtetl Superstars, Socalled, Ska Cubano
Rock-Metal Main Stage
Per il Sziget 2011, prevedendo un grande afflusso per la qualità del programma, sarà spostato all’aperto.
Questi i nomi: Judas Priest, Motörhead, Helloween, Within Temptation, Deftones, Lord, Lostprophets, Subscribe, Sonata Arctica, The Sorrow, Superbutt, Nevergreen, 3 Feet Smaller, Dalriada, Omen, Road, Depresszió, The Haunted.
A38-Wan2 Stage
E’ da sempre il palco più alternativo e più ricco di piacevoli scoperte; anche qui, manca ancora qualche nome per completare il programma.
Questi gli artisti confermati con gli italiani The Bloody Beetroots Death Crew 77: Christal Castle, Peter Bjorn and John, Marina and the Diamonds, Suicidal Tendencies, Xiu Xiu, Kode9, Hurts, Bomb The Bass, Digital Mystikz, Gaslamp Killer, De Jeugd van Tegenwoordig, Mitch & Mitch, Selah Sue, Terry Poison, Buraka Som Systema Live, DeWolff, Baskerville, Dorian Concept, Turbostaat, Electrelane, Kees van Hondt & friends, Cadik Travel Agency feat. Ben Sharpa, Hudson Mohawke, Kerekes Band, ColorStar, Žagar, Kowalsky meg a Vega, Watcha Clan, Hindi Zahra, Soerii & Poolek .
Party Arena
Visto il successo degli scorsi anni la tenda del Party Arena sarà ancora più grande.
Questi i nomi annunciati al momento: Richie Hawtin, Trentemøller, 2manydjs, Kid Cudi, Varela, Dubfire, Zombie Nation, Cristian Varela, Hot X, Poleposition, Junkie & Hawky, Soneec & Belocca, Jay Lumen vs. SanFranciscoBeat, Stereokillaz, Sikztah, Technasia, Above & Beyond, Steve Angello, Igor Do'urden vs. Coyote, Carlo Lio, Marc Houle, Philipp Straub, Myon & Shane 54, Jutasi, Blake Jarell, Richie Hawtin, Empire of the Sun, Goose, Gesaffelstein, Chriss vs. Dandy, Andro, Dj Observer & Daniel Heatcliff, Sunnery James & Ryan Marciano
Europe Stage
E’ l’altra novità di quest’anno e ospiterà i migliori gruppi della scena europea.
Questi i nomi annunciati oltre agli italiani Verdena: Go Back To The Zoo, Triggerfinger, Wallace Vanborn, Söhne Mannheims, Ismo Alanko & Teho, For a Minor Reflection, Elvis Jackson, Puding Pani Elvisovej, Skyline, Gravity Co., Francis International Airport, The Mono Jacks, Francis International Airport, Killo Killo Banda, Puding Pani Elvisovej, Mitch&Mitch, The Broken Beats.
Roma Sátor
La Tenda Tzigana compie 10 anni e nel tempo si è rivelata una delle attrazioni del Sziget. E’ la tenda più vivace ed originale dove, tra le tante altre cose, si può ascoltare dal vivo la vera musica tzigana.
In programma: Besh o droM, Bihari Cigányzenekar, Dhoad Gypsies of Rajasthan, Söndörgő feat. Baltazar Montanaro, Esma Redzepova, Kal, Amsterdam Klezmer Band, Poros feat. Magyarpalatkai Banda, Vojasa, Kumpanya Istanbul, Tekameli, Sutka Roma Rap, Kanizsa Csillagai, BerlinskiBeat, Transkapela,Parno Graszt, Traktorkestar, Giani Lincan, Kárpáti Roma Projekt, Vano Bamberger & Band, DJ Goulash Exotica, DJ Robert Soko, DJ Scratchy, DJ Tagada, Gypsy Sound System.
Meduza
È lo spazio all’aperto preferito dai Szigettiani per ballare sino all’alba.
In programma: Alexkid, Dario Zenker, Dewalta, Feelipa, Mlle Caro, Nico Purman, Ollywood, RackNRuin, Reality Engine, Scratcha DVA, Torqux & Twist, VENT.
TICKET, ABBONAMENTI, PACCHETTI VIAGGIO
Il prezzo di biglietti e abbonamenti del Sziget è rimasto immutato rispetto allo scorso anno: l’abbonamento settimanale con diritto campeggio costa 200 euro, l’abbonamento senza diritto di campeggio 170 euro. Il biglietto giornaliero costerà 45 euro, il pass d’ingresso camper 130 euro, il pass per l’area riservata gestita da L’Alternativa 39 euro, il pass per l’area riservata Vip 90 euro. I pacchetti viaggio dall’Italia organizzati da L’Alternativa in collaborazione con la Dongiovanni viaggi, prevedono partenze in aereo da Roma e Milano e in autobus da ben 17 città italiane. I pacchetti viaggio sono comprensivi di abbonamento settimanale con diritto di campeggio e, nel caso di pacchetti aereo, di transfer da e per l’aeroporto. Per maggiori informazioni www.szigetfestival.it.
IL SZIGET FESTIVAL E’ FACILE DA RAGGIUNGERE
Quando si pensa all’est Europa si pensa a grandi distanze. Arrivare a Budapest dall’Italia, invece, è veramente facile: da Trieste, viaggiando sempre in autostrada via Lubiana, Maribor, si raggiunge la capitale ungherese in poco più di cinque ore (sono 560 KM) senza passare frontiere e posti di dogana. Anche chi non è provvisto di mezzi propri può arrivare tranquillamente al Sziget. L’Alternativa s.r.l., insieme con la Dongiovanni Viaggi, organizza da più anni pacchetti viaggio in bus o aereo con partenze da Ancona, Aosta, Bari, Bergamo, Bologna, Cuneo, Firenze, Foggia, Genova, Milano, Padova, Roma, Torino, Trieste, Vicenza.
SZIGET CARD E SZIGET BUDAPEST PASS
Sono i due nuovi esclusivi servizi per facilitare la vita dei Szigettiani.
La Sziget card sarà una carta prepagata offerta a tutti gli ospiti del Sziget con cui effettuare acquisti all’interno del Festival. Sarà abbinata al numero del braccialetto di modo da garantire il blocco della carta e una nuova emissione della stessa in caso di furto o smarrimento; una ulteriore garanzia di vacanza sicura e tranquilla.
Il Sziget Budapest pass è la novità che certamente piacerà di più ai frequentatori vecchi e nuovi del Sziget festival perché permetterà di conoscere Budapest e le sue bellezze. L’acquisto del Sziget-Budapest CITYPASS offrirà:
• la libera circolazione su tutta la rete dei trasporti pubblici, tram, bus, metro, ferrovia Hèv di Budapest
• l’accesso alle famose terme della città e alle sue spiagge per tutto il periodo di validità. Fra le terme incluse nell’offerta anche le monumentali e bellissime Gellért e Széchenyi.
• transfer gratuito per il Sziget Festival dagli aeroporti e dalle stazioni principali di Budapest.
• Libero utilizzo del trasporto traghetto da e per il Sziget Festival e il centro di Budapest.
Sono previsti due tipi di Sziget-Budapest City Pass e i prezzi sono davvero speciali: il Sziget-Budapest City valido 13 giorni costerà solo 25 euro e sarà valido dalla mezzanotte del 5 agosto alla mezzanotte del 17 agosto. Il Sziget-Budapest CITYPASS valido due giorni costerà solo 8 euro. Lo staff del Sziget sta lavorando alacremente per implementare ulteriori servizi e rendere ancor più conveniente il pass; già così, però, il servizio è molto conveniente: basti considerare che un singolo biglietto del metro o del bus costa 1,20 euro, un abbonamento settimanale ai pubblici trasporti costa 17 euro e una singola entrata alla terme costa intorno ai 12 euro.
Sziget Festival – sicuro
Gli organizzatori del Sziget fanno il loro massimo per fornire un ambiente sicuro e garantire una settimana di spensierato divertimento a tutti i visitatori. L’isola, durante il festival, diventa una vera città nella città con ristoranti, birrerie, banche, uffici postali, farmacia, pronto soccorso. E ancora aree gioco per bambini, bureau per le informazioni turistiche, servizi a disposizione del pubblico come la lavanderia e gli armadietti di sicurezza. 1200 uomini sono impiegati per garantire la sicurezza dei partecipanti, 400 unità formano il personale medico in servizio e una squadra di agenti di polizia di diversi paesi europei opera nel quadro della cooperazione internazionale. Stessa attenzione la troviamo nei servizi. Il Sziget impiega 600 addetti per le pulizie : ci sono 1500 servizi igienici forniti gratuitamente e 400 docce a disposizione nelle aree di campeggio capaci di ospitare 25mila persone. Il festival presta particolare attenzione a coloro che vivono con disabilità: tutte le aree sono senza barriere architettoniche, ci sono infrastrutture a loro dedicate come la piattaforma per le sedie a rotelle accanto al mainstage e piccoli dettagli come il programma del Festival scritto anche in braille.
A questi servizi offerti dall'organizzazione ungherese si aggiungono quelli de L'Alternativa srl per gli ospiti italiani. All'interno del Festival da più anni esiste, infatti, un campeggio riservato con punto di informazione nella nostra lingua. Quest’anno il campeggio riservato si chiamerà Alternativ(a) camping e ospiterà ragazzi e ragazze di tutta Europa. All'ingresso dell'isola di Obuda c'è, poi, una cassa dedicata agli acquirenti dei biglietti in Italia per velocizzare la consegna e il loro ingresso al Festival.
Sziget Festival, un po’ di storia
La prima volta fu nel 1993. L'evento si chiamava "student island" - Diàk sziget" e fu una modesta kermesse di artisti emergenti ungheresi . Grazie alla genialità di Petèr Muller Sziami, eclettico artista ungherese, e alle capacità organizzative di Karoly Gerendai l’evento è cresciuto anno dopo anno riuscendo a richiamare l’attenzione del pubblico e dei media di tutta Europa. Oggi il Sziget Festival di Budapest è considerato la più importante manifestazione musicale d'Europa e il terzo raduno del mondo. Sul palco del Sziget si sono esibiti i più grandi artisti della scena internazionale, tra i quali: Radiohead, David Bowie, Lou Reed, Iggy Pop, Patty Smith, Jethro Tull, The Cure, Oasis, Placebo, Green Day, Franz Ferdinand, The Prodigy, Massive Attack, The Faithless, Slayer, Asian Dub Fondation, Morcheeba, The Chemical Brothers, Nine Inch Nails, The Killers, Muse, Tool, Madness, The Hives, Manu Chao, The Good The Bad And The Queen, Khaled, Goran Bregovic, Robert Plant, Gogol Bordello, Buena Vista Social Club, Sonic Youth, Exploited, Motorhead, Rammstein, Morbid Angel, Sick Of It All, Satyricon, Iron Maiden, R.E.M., Jamiroquay, Sex Pistols, Jovanotti, Fura dels Baus …
Ulteriori info su: www.szigetfestival.it
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giovedì 7 luglio 2011
martedì 5 luglio 2011
Sziget 2011 - 8\15 agosto
Il mare a ferragosto? Noioso, sempre uguale e sovraffollato. L'isola di Obuda, Budapest? Imprevedibile, sempre capace di stupirvi, e ancor più sovraffollata. Non sapete ancora cosa fare quest'estate? Se qualcuno volesse farsi invogliare, ecco direttamente dall'angolo più remoto dell'hard disk il report (del tutto personale) di un'edizione ormai quasi vintage del festival, datata 2007 (e non parlo fuori luogo, l'avevo pubblicata su Myspace!).
L'ho lasciata in tutta la sua (mia) ingenuità. Con la promessa di un nuovo report anche per l'edizione 2011.
Formazione completa: Saverio, Ezia, Anna (da cui nasce l'ormai mitica frase pronunciata da Saverio varie volte al giorno – Eenna FaNa Cheeenna!), Salvo, i due ragazzi di Ancona, Laura e cugino più svariati altri personaggi principalmente di area Bari-Gravinese.
Nel pomeriggio i Rakes, piuttosto stizziti dalla carenza di gente (contemporaneamente altri palchi erano ben più pieni, e il richiamo del fango ha distolto ulteriormente l'attenzione di molti altri) fanno uno spettacolo piuttosto da ragionieri e il cantante pare un po' troppo altezzoso per l'occasione. Poi gli Hives demoliscono il main stage, si avvistano stage diver dentro a canotti e si crea un casino da rivolta popolare. Applausi per loro, nonostante le dita rotte. In serata Nine Inch Nails. Un gruppo serio e indubbiamente ineccepibile, riescono a farsi amare dai peggiori tamarri così come dai più assidui frequentatori della zona metal. Non è da tutti.
Nel post concerto ci aggiriamo nella zona dietro al palco, e facciamo la scoperta. L'Arany Aznok Beer Park. In fondo, nulla più che una discoteca rock. Canzoni ascoltate tante volte, anche troppe alcune. Eppure lì c'è l'Alchimia. Ok, diciamo anche che tutti sono visibilmente ubriachi. Ma sono anche tu divertitissimi, attivi, sorridenti e solari, basta uno sguardo e conosci chiunque, un sorriso e già ti senti amico. Non lo lasceremo più fino alla fine del festival. Ovviamente, ricomincia a piovere.
Day 5: mi alzo e sono l'unico che sta bene, gli altri sono in pesantissimo post-sbornia dovuto ai secchielli di vodka martini consumati impudentemente. È la mia giornata dedicata alla birra, che decido sarà l'unico tipo di liquido che ingerirò per le successive 24 ore.6 litri , direi che mi sono idratato. C'è ancora il fango, e ci sono i Razorlight. Johnny Borrell è decisamente convinto di essere il vero figlio di Dio, alla faccia di quell'impostore di Gesù. Si presenta in completo bianco skinny taglia da blocco respiratorio, rimane a torso nudo dopo 2 canzoni, non riesce però a smuovere il reparto riabilitazione eccezionalmente presente nelle prime file. Un mio compagno ne esce talmente in estasi da farmi sospettare che forse Johnny ha davvero ragione, sul suo conto. Dopo esserci trasformati in omini sumo nella zona giochi-senza-frontiere ( anche se in verità si sembrava più pomodori) e aver rischiato realmente commozioni cerebrali e danni permanenti al collo c'è Faithless, la cui creatività sarà pure morta nel 1999, ma che quando parte con We Come One dimostra di saper ancora smuovere le folle. Nota curiosa: è probabilmente il concerto più seguito della settimana. Misteri Ungheresi. Poi Arany Aznok Beer Park, e tutto diventa una nuvola alcolica e colorata.
E poi il festival è finito. Ho forse parlato poco di musica, perché pur essendo centrale ed onnipresente, questa diventa parte di un qualcosa di più grande ed completo, in cui le facce e le scene che si vedono rimangono quanto e forse più delle note che si sentono. Comunque dovrebbe essere un report di un festival,
quindi via coi voti.
Mando Diao 7.5 Quimby 7 Manu Chao 4.5 Unkle s.v. The good the bad and the queen 5 (per il poco sentito e per il sentito dire) Chemical Brothers 8.5 Gogol Bordello 8 Cassius s.v. Rakes 6.5 Hives 8.5 Nine inch nails 7 Razorlight 7.5 Sinead O'Connor 7 (sentita solo nothing compares to you, e per caso passando) Faithless 7 !!! s.v., Eagles of death metal 7.5 Juliette and the licks 7.5 Killers 9. Un9 a tutti I gruppi sconosciuti o emergenti ascoltati per caso, in particolare I metalloni Hare Krishna, i punk-funk che cantavano solo nella radio
lo-fi e le fighissime ungheresi nu-metaller.
I 2 giorni passati in più a Budapest (di nuovo al Golyat, che dopo 7 giorni di campeggio selvaggio sembra essersi trasformato nel palazzo di qualche emiro) scorrono tranquilli con punte di vera goduria, poi si rientra.
Con la certezza di aver passato 10 fra i giorni più incredibili della nostra vita. Con la certezza che l'anno prossimo, di fronte al cartello "welcome", ci saremo ancora.
L'ho lasciata in tutta la sua (mia) ingenuità. Con la promessa di un nuovo report anche per l'edizione 2011.
Con i vari componenti dei TMI impegnati in zona Pukkelpop, solo io rimango a tenere alta la bandiera in quel che viene definito il più grande festival d'Europa o, da altri, la Woodstock sul Danubio...
Partenza giorno 6 agosto, Orio al Serio – Budapest Feryhegi, tour organizzato da un'agenzia barese che rimane fantasma fino al nostro arrivo in terra Ungherese facendoci in principio temere un tragico epilogo stile prendi-i-soldi-e-scappa.
Fortunatamente all'atterraggio si materializza un uomo dall'inquietante somiglianza con Angelo Branduardi che, dopo aver cazziato l'intera comitiva rea di fumare durante il suo discorso di benvenuto, trasporta i disperati in un pregevole caseggiato evidente residuato dei tempi Sovietici, tale Hotel Golyat, ecomostro di 15 piani situato in posizione semiperiferica di un sinistro quartiere di Budapest.
Spaesati e in preda ad allucinazioni africane dovute alla sete ed alla fame, il sottoscritto e uno dei miei fedeli accompagnatori (essendo l'altro caduto nel frattempo in un profondo letargo) partiamo alla volta della Mecca, in tal caso impersonata da un umile supermarket 24h. Dopo aver sondato la situazione taxi (che increduli di cotanta Italianeria concentrata, di colpo alzano i prezzi manco fossimo a Times Square), decidiamo di partire a piedi verso direzione ignota. Dopo 50 metri di cammino udiamo però in lontananza un tipico accento inconfondibile, molto orecchiette e Lino Banfi, e facciamo conoscenza con quelli che saranno i nostri simpatici vicini di casa (se di casa possiamo parlare) per tutta la settimana seguente.
Formazione completa: Saverio, Ezia, Anna (da cui nasce l'ormai mitica frase pronunciata da Saverio varie volte al giorno – Eenna FaNa Cheeenna!), Salvo, i due ragazzi di Ancona, Laura e cugino più svariati altri personaggi principalmente di area Bari-Gravinese.
Costoro ci accolgono sotto la loro amorevole protezione, sfamandoci, dissetandoci e soprattutto tentando di farci prendere un micidiale sbronza di caffè Borghetti, trafugato dal loro paese natale fino in terra Magiara.
Conclusa la nottata in orario imprecisato, torniamo verso la nostra camera, regalandoci un tour notturno per l'Hotel Golyat su cui intanto erano già fiorite le più pittoresche leggende (è un ex ospedale – nono, mi hanno detto che durante il comunismo questo era un manicomio!).
Mattino del day 0: sveglia relativamente presto, pullman ore 10 alla disperata ricerca di un posto all'ombra sull'isola. Contrattempi: a)il pullman arriva sull'isola prima dei nostri biglietti, mezz'ora di attesa fermi immobili all'ingresso b)la radio ungherese ha una piacevole predilezione per la canzone popolare italiana, e così ci becchiamo in sequenza uno Zucchero cantato in spagnolo ed un Eros Ramazzotti che ci fa sentire tutti un po' più vicini a casa c)veniamo abbandonati in mezzo a un campo vicino alla zona metal, e dobbiamo attraversare tutta l'isola carichi come dei muli.
Trovata la nostra zona campeggio, è ora di montare la tenda, attività per cui nessuno dei tre ha particolari doti naturali. Ne usciamo grazie all'intervento del nostro nuovo amico di Ancona che, mosso da incredibile pietà e vedendo i nostri volti già disperati, si trasforma nel Gran Mogol permettendo a noi piccole giovani marmotte di avere una casa. Finito il montaggio, è ora di fare conoscenza con l'isola. Prima tappa. Bar. Una birra, grazie. 320 fiorini, prego. Un euro e 20 circa. So già come andrà a finire.
Approfittiamone ora per dipingere una panoramica dell'isola. Lunghezza, circa 1,5 km . Larghezza, poco meno di uno. 60 stages di ogni genere, dal palco minuscolo a quello decisamente enorme. Un numero imprecisato di bar e ristoranti con cucine provenienti da ogni parte del mondo (dall'hot-dog alle rane fritte, dalle lumache agli Hare Krishna). 70000 campeggiatori che piantano le tende ovunque, e con ovunque, intendo proprio ovunque. Attività per ogni genere, dal bunjee jumping alla lotta nel cioccolato, aree stile giochi senza frontiere, zone car wash ma con persone al posto della macchina, e qui mi fermo ma l'elenco portebbe continuare per tutta la pagina. Musica 24 ore su 24. Circa 1000 toi-toi piazzati in posizione strategica (cioè sottovento). Capitolo prezzi: oltre alla birra di cui si è già detto, assenzio: 500 ft , circa 2 euro. Jack e coca: 900 ft , circa 4 euro. Secchiello da spiaggia pieno di cocktail a piacere, 2300 ft , circa 9 euro. Discorso a parte merita l'Auchan situato di fianco all'isola, con prezzi da bazar afgano e la possibilità di banchettare gratis all'interno. I presupposti ci sono tutti.
Il day 0 prosegue senza scossoni, soundcheck, francesi ubriachissimi che mostrano il culo ai passanti, umanità varia che provoca svenimenti della mascella al passaggio. Nota pittoresca. Al rientro in tenda, avvertiamo un odore inconfondibile provenire dalla zona veranda della nostra tenda. Il controllo rivela la presenza di pasta, pesto e succhi gastrici. Ringraziamento, bestemmia di rito e trasporto notturno della tenda 2 metri verso destra. Spaesamento di Salvo al mattino, che ritrovandosi l'ingresso bloccato, esclama Ecchecchezzèsuccessqui?
Day 1: fin dal mattino l'atmosfera è frenetica. Il primo concerto inizia alle 15.30 ed è un gruppo Ungherese postcomunista che si presenta sul palco in tenuta marziale. Grasse risate e via in attesa dei Mando Diao, a cui ovviamente rischiamo di arrivare in ritardo. Bravi bello e tutto, e di nuovo in giro a scoprire le meraviglie dell'isola. In serata Manu Chao diverte per la prima canzone, che poi ripete uguale per circa 2 ore candidandosi al premio per il concerto più noioso dell'anno. La serata finisce in zona tenda indie, frequentata da 3 persone inclusi i baristi, poi party arena con conoscenza di una dj 32enne olandese in vena di esperimenti chimici, e veloce chiusura al mokka cuka, locale elettronico specializzato in after-party che proseguono fino alle due del pomeriggio.
Day 2: è il giorno dei Chemical. Giro distensivo in città, e rischiamo l'avvelenamento da peperoncino. Già, perché pare che questo sia proprio uno dei prodotti tipici ungheresi e noi, presi da un attacco di spavalderia, ne ingurgitiamo una versione iperpiccante , innaffiandola di vodka. Aroma paprika. Sputiamo per un'ora ininterrottamente, creando nuovi laghetti artificiali sparsi in tutta Pest.
Durante il rientro ci accorgiamo che stanno suonando i The good the bad and the queen. I giudizi della gente presente ci confermano quello che già captiamo nel giro di 2 canzoni. Anche no. Ma poi. Ore 21.30. Chemical Brothers. Preparazione. Al banchetto del vino acquisto un Sauvignon prodotto probabilmente con l'uva di plastica da decorazione. Mezz'ora dopo la bottiglia è vuota. Arrivano in soccorso i sempre pronti amici Italiani, che offrono vodka e arancia a volontà. Di fronte al main stage stimate circa 200.000 persone, da metà in poi la folla è compatta e impenetrabile. Chiariamo. Se quei due avessero mandato i loro due cugini sul palco e i suddetti avessero schiacciato play, la differenza non si sarebbe notata, dato che i ragazzi manco si vedevano nascosti dietro all'enorme consolle. Ma l'impianto scenografico e le luci sono da pelle d'oca, le canzoni filano e l'isola diventa un unico ed enorme rave, con gente in ginocchio e che si rotola per terra (io). Fine, e poi non ricordo.
Day 3: partenza ore 16.30 coi Gogol Bordello, capaci di far saltare gente di ogni specie razza e religione in pieno pomeriggio sotto il sole a 35 gradi. Come un circo senza animali (violinista a parte) e tanti colori e paillettes. Poi l'idea di stare nella stessa isola di Pink ci fa decisamente ribrezzo, così decidiamo di passare la serata nella city. Dopo esserci fatti spennare in un ristorante, aver fatto una figura stupenda con una notevole 30enne locale (che dopo un session di allusioni pesantissime sul suo conto ci rivela di sapere molto bene l'italiano), e dopo aver constatato che dopo le ore 24 quel giorno nel centro di Budapest era istituito il coprifuoco, decidiamo di tornare indietro.
E Acqua fu. Un tassista dalla spiccata dote dell'onestà ci sfila un buon 2000 ft a testa, sbaglia strada e ci lascia a 3 km a piedi dalla tenda, sotto un monsone tropicale che Noè ci affondava, se fosse stato sul Danubio. Resici conto dell'inutilità della corsa, iniziamo a passeggiare tranquillamente, saltando da una pozzanghera all'altra con l'acqua fin sopra le caviglie. Arrivati al primo stage discoteca, notiamo che la gente se ne frega del clima e continua a ballare, coperta dalla tettoia. Non notando l'utilità di una tettoia quando sei già completamente bagnato fradicio, inizio a ballare allegramente sotto il diluvio, divertendomi molto. Fortunatamente anche una ragazza locale la pensa come me. Intorno, i fulmini squarciano in due il cielo e qualche attrezzatura inizia ad esplodere. Ehi, ma che bello! Sulla strada verso la tenda capiamo il vero spirito dell'isola. La gente si rotola nel fango, si lancia nelle pozzanghere, sradica gazebo e improvvisa lì sotto party itineranti ed è in generale ancora più felice che col bel tempo.Mi sento a casa. Ore 4.30 siamo in tenda. Ma l'amico di Ancona non molla e mi obbliga a riuscire, così ci si fa un tour dell'isola sotto gli scrosci arrivando a ballare nell'unica arena senza l'ombra di tettoia, guarda caso stracolma. Tutto questo mi piace sempre di più.
Day 4: è la giornata dei bagni del fango. L'isola è un enorme piscina e la gente si diverte. Spuntano tipi che fingono di pescare nell'enorme piscina che si è creata vicino al main stage. Altri si lanciano nudi. Altri ballano. Altri bevono a grandi sorsate l'acqua, dal colore marrone-grigiastro. Qualsiasi vestito indossato è una maschera di fango, ma a nessuno gliene frega nulla. Tutti sorridono ancor più di prima.
Nel pomeriggio i Rakes, piuttosto stizziti dalla carenza di gente (contemporaneamente altri palchi erano ben più pieni, e il richiamo del fango ha distolto ulteriormente l'attenzione di molti altri) fanno uno spettacolo piuttosto da ragionieri e il cantante pare un po' troppo altezzoso per l'occasione. Poi gli Hives demoliscono il main stage, si avvistano stage diver dentro a canotti e si crea un casino da rivolta popolare. Applausi per loro, nonostante le dita rotte. In serata Nine Inch Nails. Un gruppo serio e indubbiamente ineccepibile, riescono a farsi amare dai peggiori tamarri così come dai più assidui frequentatori della zona metal. Non è da tutti.
Nel post concerto ci aggiriamo nella zona dietro al palco, e facciamo la scoperta. L'Arany Aznok Beer Park. In fondo, nulla più che una discoteca rock. Canzoni ascoltate tante volte, anche troppe alcune. Eppure lì c'è l'Alchimia. Ok, diciamo anche che tutti sono visibilmente ubriachi. Ma sono anche tu divertitissimi, attivi, sorridenti e solari, basta uno sguardo e conosci chiunque, un sorriso e già ti senti amico. Non lo lasceremo più fino alla fine del festival. Ovviamente, ricomincia a piovere.
Day 5: mi alzo e sono l'unico che sta bene, gli altri sono in pesantissimo post-sbornia dovuto ai secchielli di vodka martini consumati impudentemente. È la mia giornata dedicata alla birra, che decido sarà l'unico tipo di liquido che ingerirò per le successive 24 ore.
Day 6: è il giorno delle terme, che ci ritemprano dalle fatiche di 6 giorni vissuti parecchio vicino al limite. Sauna, acqua a 38°C e piscine ondose ci fanno tornare in piena salute e pronti a ricominciare. Ci sono i Tool e poi l'Arany, ovviamente. Buco clamorosamente i Napalm Death a causa di impegni d'ordine superiore, dai filmati fatti da un mio compagno molto più ligio al dovere distinguo solo un casino indistinto e figure nere che volano da una parte all'altra. E il filmato è di ottima qualità. Poi decido che è giunta la mia ora e mi lancio nel vuoto da una piattaforma alta 25 metri , appeso solo ad una corda ed ad un moschettone. Sono vivo, e ringrazio ancora i produttori del moschettone. Ed ancora Arany.
Day 7: giornata conclusiva, line up imballata, Chris Cornell dà buca, ci dispiace per lui. Alle 3 davanti al main stage a bere birra in quantità, l'ex piscina naturale è stata prontamente trasformata in spiaggia e la gente ne approfitta prendendo il sole e costruendo curiose strutture con le lattine di Arany Aszok vuote. Gli Eagles of death metal sono sicuramente ex camionisti che hanno iniziato a suonare per occupare le lunghe pause quindi sono bellissimi e fanno un grande show raggiungendo l'apice con la cover di stuck in the middle, Juliette Lewis si limona gente a caso nel pubblico e irradia la sua energia in eccesso non permettendo a nessuno di stare fermo, poi i Killers chiudono riuscendo a far commuovere buona parte dei presenti. Ultima all'Arany, decidiamo di diventare l'attrazione del posto e ci armiamo di magliette bianche cravatte ed uni posca. Risultato: magliette riempite delle scritte più impensabili, gente checi accerchia da ogni parte e la generale sensazione di essere continuamente osservato. Il tutto condito da 5 assenzi e varie birre.
E poi il festival è finito. Ho forse parlato poco di musica, perché pur essendo centrale ed onnipresente, questa diventa parte di un qualcosa di più grande ed completo, in cui le facce e le scene che si vedono rimangono quanto e forse più delle note che si sentono. Comunque dovrebbe essere un report di un festival,
quindi via coi voti.
Mando Diao 7.5 Quimby 7 Manu Chao 4.5 Unkle s.v. The good the bad and the queen 5 (per il poco sentito e per il sentito dire) Chemical Brothers 8.5 Gogol Bordello 8 Cassius s.v. Rakes 6.5 Hives 8.5 Nine inch nails 7 Razorlight 7.5 Sinead O'Connor 7 (sentita solo nothing compares to you, e per caso passando) Faithless 7 !!! s.v., Eagles of death metal 7.5 Juliette and the licks 7.5 Killers 9. Un
lo-fi e le fighissime ungheresi nu-metaller.
I 2 giorni passati in più a Budapest (di nuovo al Golyat, che dopo 7 giorni di campeggio selvaggio sembra essersi trasformato nel palazzo di qualche emiro) scorrono tranquilli con punte di vera goduria, poi si rientra.
Con la certezza di aver passato 10 fra i giorni più incredibili della nostra vita. Con la certezza che l'anno prossimo, di fronte al cartello "welcome", ci saremo ancora.
E se volete provare a vincere un pass gratis per il prossimo agosto, avete ancora qualche giorno di tempo per partecipare al contest di Ninjamarketing:
Inventatevi un contenuto creativo sullo Sziget, postate il link nei commenti e, se sarete scelti, diventerete i report ufficiali del festival di Ninjamarketing!
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martedì 21 giugno 2011
New ways to experience music
Se la musica in tv è solo X-factor, se Mtv è diventata la patria di Jersey Shore, non c'è motivo di preoccuparsi. I video più innovativi e creativi ora vengono realizzati per il web, e cambiano totalmente il concetto di videoclip.
Hanno iniziato gli Arcade Fire con "We used to wait" (per i pochi che non l'avessero ancora visto, www.thewildernessdowntown.com/), ora ha rilanciato Danger Mouse con "3 dreams of black", un'altro Chrome experiment a cura di Chris Milk (se non avete Chrome, è un buon motivo per scaricarlo).
Anche Doritos (si, le patatine) ha creato un sito dedicato alle sperimentazioni video, creando Doritos Late Night, su cui è stato lanciato il nuovo videoclip (ma il concetto di video è molto riduttivo) di Rihanna, e quelli di altri artisti come Professor Green o i Teargas.
E che musica e web siano ormai legati al di là degli aspetti legali o meno di download, lo dimostra il vincitore del premio "Artist of the Year" dei Webby Awards: gli LCD Soundsystem, premiati per aver trasmesso in streaming su Pitchfork la diretta di4 ore del loro ultimo show. Se volete vederlo ora, basta una veloce ricerca su Google. Sapete anche voi cosa scrivere.
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martedì 7 dicembre 2010
Flash! Xmas Playlist
Se siete alle prese con gli addobbi dell'albero di natale e vorreste ritrovare un pò del giusto spirito ma "White Christmas" non fa per voi, vi aiutiamo noi, regalandovi con qualche giorno di anticipo la nostra playlist natalizia... Oh Oh Oh, Tin Tin Tin!
The Boy Least Likely To - Christmas Isn't Christmas
The Rifles - Winter Calls
Bishop Allen - You'll Never Find My Christmas
Best Coast and Wavves - I've Got Something For You
Heike Has The Giggles - All I Want For Christmas Is You
Coconut Records - It's Christmas
The Raveonettes - Christmas (Baby Please Come Home)
Eels - Christmas Is Going To The Dogs
Death Cab For Cutie - Baby Please Come Home
Coldplay - Christmas Lights
The Kinks - Father Christmas
Yeah Yeah Yeahs - All I Want For Christmas
Run Dmc - Christmas In Hollis
Rap All Stars - Last Christmas
Fare Soldi - Ultrameganatale
Scarica la playlist completa: Flashtheblog Xmas Playlist!
The Boy Least Likely To - Christmas Isn't Christmas
The Rifles - Winter Calls
Bishop Allen - You'll Never Find My Christmas
Best Coast and Wavves - I've Got Something For You
Heike Has The Giggles - All I Want For Christmas Is You
Coconut Records - It's Christmas
The Raveonettes - Christmas (Baby Please Come Home)
Eels - Christmas Is Going To The Dogs
Death Cab For Cutie - Baby Please Come Home
Coldplay - Christmas Lights
The Kinks - Father Christmas
Yeah Yeah Yeahs - All I Want For Christmas
Run Dmc - Christmas In Hollis
Rap All Stars - Last Christmas
Fare Soldi - Ultrameganatale
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sabato 4 dicembre 2010
Animated album artwork
Si, ci piacciono le gif animate! Non sappiamo se abbiano o meno una "valenza artistica"(cit.), di certo regalano una forza espressiva inedita alle copertine di questi famosi album.
| Blur - Best of |
New Order - Blue Monday
|
Aphex Twin - Drukqs
|
| Jefferson Airplane - Surrealistic Pillow |
| M.I.A. - Kala |
| Missy Elliott - Under Construction |
| Morrissey - Ringleader Of The Tormentors, Marc Almond - Tenement Symphony |
| Soft Cell - Non Stop Erotic Cabaret |
| Sonic Youth - Daydream Nation |
| The Beatles - Twist And Shout |
| The Black Keys - Brothers |
| The Clash - London Calling |
The Rolling Stones - Voodoo Lounge
|
| The Strokes - Is This It |
| Yoko Ono - Season Of Glass |
| Radiohead - Hail To The Thief |
| Iggy Pop - The Idiot |
| David Bowie - Low |
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venerdì 6 agosto 2010
nice videos snap shots!
While waiting for us to take some nice pictures to show you, we'll give you our fave shots from some new videos!
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